il battesimo del pellegrino

Un passo, due passi, trecento passi… che si susseguono con entusiasmo inaspettato, ma allora è vero!?! Camminare è piacevole oltre ogni aspettativa, noi di città non c’è ne rendiamo più conto… forse perché camminare richiede tempo (impossibile da ottenere nel quotidiano, non avanza mai!), o forse ci manca una meta da raggiungere, uno stimolo che ci metta in movimento… eh si, siamo pigri, il solo sapere che farebbe bene alla salute non basta, ci sentiamo sempre e troppo tutti Superman, come se la salute fosse un bene dovuto! La tappa per Roncisvalle è considerata come il battesimo del Pellegrino, è una delle più dure (così dicono) 27 km e 1400 metri di Pirenei da scavalcare, uno scherzetto di San Giacomo che mette subito alla prova le intenzioni degli aspiranti pellegrini come noi, ma l’esame è andato alla grande: promossi a pieni voti, siamo ufficialmente pronti per entrare nella fase B… la dipendenza da Cammino! A passo svelto saliamo di quota guadagnando il meritato panorama sul versante francese, la giornata è ottima, qualche nuvole malintenzionato ci raggiungerà soltanto a fine mattina. Passando di fianco a una delle mille fattorie il canto a squarcia di un gallo rapisce la nostra attenzione… ma il gallo dov’è!?! Lì c’è solo un pappagallo… ma non erano i pappagalli a ripetere le cose a pappagallo!?! Tirate voi la conclusione! Alla fine raggiungiamo Roncisvalle: Tommy&Fra 1 – vesciche 0 la vaselina messa al mattino sta facendo il suo dovere, ma anche concedere l’ora d’aria ai carcerati (… i poveri piedi) porta i suoi frutti!
Una volta sistemati nel bellissimo auberge della Collegiata di Roncisvalle (10 euro senza colazione) decidiamo di fare i bravi e andare a messa. Tutti i pellegrini presenti vengono accolti con una menzione speciale con tanto di citazione dei vari paesi di provenienza… è in questi momenti che ti rendi veramente conto di quanto sia diffusa e potente la conoscenza del Cammino. Le letture vengono affidate a diversi pellegrini perché ognuno le faccia nella propria lingua, intervallate dall’organista indigeno decisamente rock, che ogni tanto si lascia trasportare dall’entusiasmo del momento per poi rientrare nei ranghi. Ma è il grand finale a lasciarci senza parole, uno dei tre preti presenti alza le mani al cielo invitando tutti noi pellegrini sotto l’altare… la scena è più bella a raccontarsi che a vedersi, perché se al mattino siamo tutti leoni alla sera facciamo fatica a mettere un piede davanti all’altro senza deambulare! Il momento è comunque topico perché nessuno si sarebbe aspettando di sentire la benedizione in tutte le lingue dei paesi presenti… compresa la Korea!!! E qui mi sono commosso, è stato veramente un momento universale. Poi tutti a cena, rigorosamente del pellegrino, in branda alle 10:00 e sveglia alle 6:00… ma questo è un altro giorno!

Buen Camino!

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