lasciarsi andare

Oggi è tappa di primi saluti, “La Compagnia della Concha” (così soprannominata in onore alla conchiglia di St.Jaques, simbolo del Cammino) stasera saluterà Milo, la svedese giramondo: 5 lingue parlate e altrettante comprese! Ai primi passi del mattino si aggregano anche i “giovani” nonni vicentini, che da buoni montanari partono sempre all’alba e poi ci rivediamo a fine tappa. 5/7km e si accende la spia della riserva: è ora di colazione (… in Auberge a causa dell’orario spesso la saltiamo), c’è chi va di brioche e chi di tortilla con uova e patate, il cibo ormai è “carburante” e lo si sceglie non più per gola ma per proprietà alimentari! Poi ad ognuno il suo Cammino, chi più avanti chi più indietro, l’importante è tenere ognuno il proprio passo. Sergio, il più giovane, prende sempre il largo. Nicola, il buon samaritano, fa un passo avanti e uno indietro per vedere se Cristina c’è sempre (… e pensare che erano tutti venuti in solitaria!), ma che sia a Santiago o in un altra località purtroppo li dovremo lasciare andare tutti… vivendo così a stretto contatto si crea un legame immediato, salutarsi è difficile ma infondo è solo un arrivederci, e come diciamo a Milo diremo a tutti: “grazie per aver camminato con noi!” Per Milo abbiamo fatto uno strappo alla regola e una volta arrivati a Logrogno la serata è proseguita allegramente per le strade della città, tra un pinchos e un bicchiere di vino tinto… che abbiamo pagato con gli interessi (sulle gambe) il giorno successivo! Quasi dimenticavo: a distanza ma sempre presenti ci sono ancora i due Polacchi, marito e moglie, che durante uno del molti sorpassi giornalieri sulla “spacca gambe” (tappa così definita dalla guida, evito di spiegarvi il perché) recitavano il rosario tenendo la corona in mano… un istante molto suggestivo che mi è stato donati regalato inconsapevolmente!

Buen Camino!

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