il lato oscuro del cammino

Ciò che sto per scrivere è assolutamente soggettivo, ma credo che alcuni di voi concorderanno con il mio pensiero. Con il passare dei km tra le molte pagine luminose ci sono state alcune pagine grigie e altre addirittura nere… per fortuna in netta minoranza, ma abbastanza da farmi riflettere su come “tutto” debba essere equilibrato, sempre! Fin dal primo passo ho sempre notate qualcosa che stonava nel termine “pellegrino”, se questi voleva dire partire ogni giorno a notte fonda per arrivare primo al Municipale e ritrovarsi con le mani in mano tutto il pomeriggio in un qualche paesino “western” spagnolo… dove gli unici abitanti erano i farmacisti (ma non sempre), i baristi (quasi sempre), gli hospitaleri e i defunti (…a volte c’erano più tombe che tetti!). Alcuni sembravano gestiti alla Ryanair’s Style, dove la signoria del check-in te la ritrovi prima al bancone, poi al gate e infine vestita da pilota! Per me era (… e resta) inconcepibile bruciare preziosi metri del Cammino senza rendermi conto di dove mettevo i piedi, senza entrare in ogni Chiesa, senza curiosare ogni bar all’apparenza folcloristico, senza fermarmi a scattare qualche “faccia da pellegrino”, senza godere della pace e della luce calda (non caliente ma avvolgente) dei pomeriggi d’agosto, senza vivere ogni istante a pieni polmoni rubando con lo sguardo tutto il rubabile! Questo è stato il mio Cammino e così lo rifarei… abbiamo messo un piede davanti all’altro anche 60.000 volte in una sola giornata (45 km) ma non mi sono mai privato di niente (… neanche delle vesciche, anche se ne avrei fatto volentieri a meno!) solo per conquistare un posto letto “non prenotato”. Quando c’è stata la necessità di prenotare l’abbiamo fatto “senza” remore, in agosto l’avevamo messo in conto, e non c’è ne siamo mai pentiti… per tanto, se tale gesto impuro non fa di me un degno “peregrino” allora chiamatemi backpakers… io passo al Lato Oscuro e che lo sforzo sia con me!

Buen Camino!

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