SERENDIPITY

Dopo aver trasformando la mia passione in professione mi sono messo in Cammino per invertire parte di quel processo e tornare a scattare per il solo e unico privilegio di farlo, sentivo il desiderio di riappropriarmi della mia libertà d’interpretazione, di tornare nuovamente ad essere un fotografo e non un professionista con partita iva… se ci sono riuscito? Forse si, ma ho dovuto aspettare una settimana, il tempo necessario per staccarmi dalla realtà lavorativa e sentirmi finalmente avvolto dal viaggio. Quando alcuni amici di Cammino stavano per lasciare la “Compagnia della Concha” ho sentito il desiderio di immortalare il loro sguardo, sereno come non mia, e con quel click ho inconsapevolmente dato il via al mio primo progetto fotografico: “Serendipity" (neologismo coniato da Horace Walpole nel XVIII secolo), una parola che dietro al suo gran bel suono fonetico indica la fortuna di fare scoperte felici per puro caso, di trovare qualcosa di non cercato mentre se ne sta cercando un’altra. Passo dopo passo ho inziato a catturare i loro sguardi, e tutti a modo loro hanno raccontato al mio obiettivo perché si erano messi in Cammino… senza proferire alcuna parola. Il primo a concedersi è stato Nicola, un aspirante pellegrino invaghitosi del Cammino che per motivi di lavoro avrebbe interrotto il suo percorso a Burgos, ma sono certo che molto presto riprenderà dai suoi stessi passi e arriverà a Santiago. A lui sono seguiti oltre 70 pellegrini, divertiti dalla mia richiesta, che ringrazio per avermi donato un attimo così prezioso del loro Cammino. Con molta probabilità "Serendipity” diventerà anche la mia prima “personale”… ma è meglio fare un passo alla volta!
Bune Camino!

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