esame di coscienza

di Alessandra Fabiani – “Pellegrina”

Allora, c’eravamo lasciati alla mia partenza, quando… no aspetta, non starò a descrivervi fatiche e paesaggi, quelle sono sensazioni che vanno provate sulla propria pelle, mi limiterò alle mie emozioni (… o per lo meno ci provo!). Partendo in compagnia ho avuto l’occasione di mettere alla prova il mio carattere, di mettere in discussione il mio modo di fare, le mie convinzioni e capire che (mannaggia!) “non si può avere sempre ragione”… era questo il tasto dolente su cui dovevo lavorare.

Camminando da soli si ha la libertà di essere “egoisti”, pensare alle proprie esigenze, analizzare ogni singola sfaccettatura di noi stessi. Per questo il mio Cammino, pur essendo in compagnia, non si è privato di momenti di solitudine: al mattino partivamo insieme, poi ognuno seguiva il suo ritmo, dettato dal passo e dalle proprie necessità, fino a ritrovarci alla tappa di arrivo per raccontarci tutto… quello che avevamo visto, le emozioni provate e le persone conosciute, con le quali avevamo condiviso una parte di strada. Non nego che non ci siano state discussioni, anche pesanti! Dicono che il Cammino fatto in compagnia non abbia mezze misure, o DIVIDE o UNISCE, e per fortuna a noi è toccata la seconda opzione: siamo tornate a casa più unite di prima, consapevoli di un’amicizia testata e consolidata. Nel mio Cammino ho dovuto ascoltare e accettare i bisogni e le necessità degli altri, ho avuto il bisogno di capire che forse non sono ancora pronta per camminare a fianco di una persona, sia sul Cammino che nella vita. Ho scoperto la bellezza di essere soli, di piangere in silenzio, per la stanchezza, per un paesaggio, per le stelle, per un’alba o semplicemente per la voglia di farlo. Tornando a casa è strabiliante vedere quanto si è cambiati e quanto si reagisca in maniera diversa alle provocazioni o ai cambi di programma. Posso anche dire di aver ritrovato (a modo mio) la mia fede. Sarà stupido, ma essendo nato come Cammino di fede, ho colto l’occasione per riflettere, pregare, e in quegli stessi giorni per la prima volta ho sentito qualcuno accanto che mi sorreggeva, sotto il sole, nelle salite, nei momenti più duri. Fisicamente non sono mai stata male, nessun dolore da pellegrina (tendiniti, vesciche, insolazioni) e voglio pensare che qualcosa abbia voluto dire! (… lo so, mi aggrappo a poco, ma mai come adesso mi piace illudermi che ci sia qualcuno lassù). E’ bello pensare alle persone che si è conosciuto, ai legami forti che si sono creati nel giro di pochi giorni. E’ bello pensare a tutte le strane sensazioni provate che (forse, ma non lo spero) non proverò più. E’ bello avere un ricordo nel cuore capace di emozionarti ogni istante. E’ bello pensare di essere una PELLEGRINA, per sempre! Non so se mai ripartirò, per adesso mi piace pensare che non lo farò… sicuramente concluderò il Cammino da Santiago al Faro di Finisterre, ma sarà una parentesi, poi si vedrà!

Buen Camino!

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