finalmente parto!

di Daniele Neri – “Aspirante Pellegrino”

Volentieri rispondo all’ invito di raccontarvi un po’ di me e di come vivo questo tempo fecondo che precede il mese di giugno 2015 pianificato per vivere il Camino di Santiago attraverso la via francese, partendo da Saint Jean Pied de Port. Premetto che la strada, il Cammino, fanno parte della mia formazione e della cultura cristiana cattolica in cui sono nato e cresciuto, dove il pellegrinaggio e il Cammino sono metafora della vita e ascesi personale.

Il pellegrino, l’ uomo in cammino è l’ uomo vivo, l’uomo vero perchè è alla ricerca. E’ un cercatore e un mendicante del senso ultimo della Vita. Sono appassionato di storia e studiandola mi sono avvicinato in modo particolare al periodo medioevale scoprendo come sia stato il più rivoluzionario e fecondo per l’ uomo europeo. La civiltà, la cultura accompagnate da una grande spiritualità rifioriscono dopo la caduta dell’ Impero romano e le invasioni barbariche grazie alla nascita di comunità religiose intorno a grandi carismi come quelli di S. Benedetto, S. Scolastica, S.Francesco e S.Chiara e che sapranno diventare i nuovi punti di riferimento per gli Europei e che per secoli custodiranno il cuore dell’ esperienza cristiana. Ripartono tutte le grandi attività, gli scambi, i commerci, i viaggi. Le Crociate e la conquista della Terra Santa porteranno le reliquie nei punti più disparati del mondo cristiano diventando oggetti di culto e venerazione popolari per generazioni fino a noi. Tra questi luoghi Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostella sono le mete dei principali pellegrinaggi dal medioevo ad oggi. Ciò che mi anima da qualche anno è il fascino che la figura del pellegrino suscita in me come uomo libero, capace di lasciare tutto, gli affetti, le comodità, il conosciuto, l’ ordinario, il pensiero comune e il quotidiano in cui è immerso con un unico scopo: la ricerca del senso della propria vita, della mia felicità e del mio compimento. Premetto che in gioventù ho partecipato a un pellegrinaggio collettivo con amici universitari in terra polacca da Wroclaw a Czestochowa (il Santuario della Madonna Nera protettrice della Polonia) della lunghezza complessiva di 150 km circa. Mi sono avvicinato al Cammino di Santiago in maniera quasi “fisiologica” nel senso che ho cominciato a desiderarlo non tanto per mia scelta. E’ come se fosse stato il Cammino a “chiamarmi”. Mi è entrato dentro proprio come una chiamata e io non ho opposto resistenze. Avevo deciso di percorrerlo già 2 anni fa in seguito ad un evento estremamente traumatico e difficile come la perdita del lavoro e la disoccupazione. Fino ad allora avevo vissuto il lavoro e l’ azienda come valore assoluto e la perdita improvvisa mi avevano generato un vuoto incolmabile e un grande disorientamento in un momento di crisi economica spaventosa. Le mie certezze e tranquillità si erano volatilizzate lasciando un vuoto incolmabile e una grande domanda sulla mia vita. Avevo tanto tempo davanti e il bisogno di ridare un senso e un ordine alle mie cose e al mio ordine di valori. Sentivo il bisogno di una rinascita. Poi in realtà sono rimasto disoccupato solo 2 mesi e così il nuovo lavoro mi ha impedito di dare seguito al mio desiderata. Dopo 2 anni, in accordo con l’ azienda e in coincidenza del compimento del mio cinquantesimo anno il desiderio di percorrere il Cammino di Santiago  è diventata una possibilità concreta e pianificata per il mese di giugno. In questi anni mi sono documentato molto sul Camino, via francese in particolare, leggendo guide, opuscoli, siti dedicati, testimonianze di chi ha già vissuto questa esperienza. Tutto mi ha confermato che è ciò di cui ho bisogno oggi. Ho già contattato e ricevuto tramite la Confraternita di San Jacopo di Perugia la “Credencial”. Tutte le varie guide consultate concordano sull’ equipaggiamento e accorgimenti da adottare. Il primo dettaglio che ho acquistato sono le pedule che calzerò. Dopo avere usato per alcuni mesi un primo paio, che non si è rivelato sufficientemente comodo, da qualche mese sto calzando, quasi giornalmente, quello che sarà il mio inseparabile compagno di viaggio. Ho sempre praticato molto sport per cui sono tranquillo sulla tenuta fisica. Ho modificato l’ allenamento smettendo del tutto il running e praticando esclusivamente il tracking riducendo così le sollecitazioni e i rischi traumatici alle articolazioni come caviglie, ginocchia, bacino e schiena. Dopo le prime camminate con l’ uso dei bastoncini ho cominciato a caricarmi dello zaino che già adesso pesa 8 kg, simulando quello che sarà il peso forma che intendo portare. Non esagero negli allenamenti perchè avendo già vissuto un pellegrinaggio con tappe di 25 – 30 km so di essere già adesso prossimo alla migliore forma. Quello che desidero di più adesso è di essere col cuore pronto a vivere un’ esperienza che credo sarà non solo intensa ma di svolta. Con tutto questo vivo oggi apprestandomi a vivere il Cammino di Santiago come l’ esperienza più umana e vera che possa desiderare oggi. 

Buen Camino! 

ph © courtesy of Daniele Neri

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