a proposito della concha

Eppure ero così orgoglioso della mia “Concha”, l’avevo messa (come tutti) in bella mostra sullo zaino… poi ho incontrato Carmelo (il Pellegrino “cantastorie” di Pamplona, vi ricordate?), è lui che mi ha fatto la fatidica domanda: “perché hai messo la concha?” – “perché sto facendo il Cammino di Santiago” – “conosci il suo significato?” – “mah… non è il simbolo dei pellegrini?” – “si, dei pellegrini che tornano da Santiago… non di quelli che ci stanno andando”, e così ho scoperto la sua vera storia. La Capasanta o conchiglia di San Giacomo è si il simbolo del Pellegrinaggio verso la città di Santiago de Compostela ma veniva raccolta una volta raggiunte le spiagge della Galizia sulla costa di Finis Terrae (… in gallego Fisterra!). Poi veniva cucita sul mantello o sul cappello del Pellegrino che così poteva dimostrare a tutti di aver raggiunto e visitato la tomba di San Giacomo… d’altronde al tempo non c’erano ne gli smartphone ne facebook, e ancora non esistevano i selfie! E durante il Medioevo “Las conchas” di San Giacomo era considerata un autentico certificato dell’avvenuto pellegrinaggio a Santiago che i condannati a morte (… a cui era stata data una possibilità) avrebbero dovuto mostrare alle autorità preposte una volta rientrati al fine di ottenere la grazia! Oggi trovarla è semplicismo, quasi invadente, è ovunque, te la propongono di tutte le forme e colori, per poi finire esibita con inconsapevole orgoglio su moderni zaini da aspirante pellegrino… ma se qualcuno vi avesse raccontato la vera storia della “Conchiglia di San Jack" forse avreste fatto come me, che il giorno dopo aver incontrato Carmelo l’ho subito riposta in una tasca per tirarla fuori soltanto una volta raggiunga la tomba dell’Apostolo… non svendiamoci al turismo di massa, diamo importanza alle cose per il loro vero valore!
Buen Camino!

da idea a realtà

Giorno dopo giorno il mio progetto fotografico figlio del Cammino si sta trasformando in realtà, per ogni scatto che post-produco sono grato agli oltre 70 pellegrini che mi hanno voluto regalare il loro sguardo! Oggi più che mai credo che Serendipity Project abbia le carte in regola per diventare una mostra fotografica… chissà, magari itinerante!?! Se avete suggerimento o contatti per aiutarmi a far si che questa idea diventi realtà ve ne sarò grato!

Buen Camino!

il “primo pellegrino”

Quando abbiamo incontrato Alessandro eravamo in attesa di spiccare il volo verso il nostro primo Cammino… lui era in coda, come noi, ma i suoi occhi brillavano già e il suo “zainetto” la diceva lunga, eravamo difronte a un autentico “veterano” del Cammino (… non solo del francese), se non vado errato era la nona volta che si spingeva fino a Santiago a piedi! Con i suoi occhi pungenti ha iniziato a scannerizzarci dalla testa ai piedi… e poi… “è il vostro primo Cammino!” – “s…i, si nota molto?” – “ma partite da soli o lo farete insieme?” – “insieme, siamo sposati” – “ah… quindi camminerete da sposati?… bravi!”. Poi si sono aggiunti altri aspiranti pellegrini, alcuni dall’aspetto “fanatico” altri no… e io che già da prima di partire nutrivo delle remore verso l’essere Pellegrino Doc mi sono istintivamente rivolto verso Alessandro “non so se mi sento pellegrino, forse sono più un backpackers che ha voglia di mettersi in Cammino” e di lui mi è bastato lo sguardo per capire che eravamo entrati in sintonia, un’intesa a pelle, tanto giovane quanto profonda, e il Cammino me l’avrebbe confermata in più di una occasione. Arrivati al “campo base” a Saint-Jean-Ped-de-Port io e Francesca ci siamo volutamente staccati dal gruppo italiano, certi che non sarebbe mancata occasione di incontrarsi nuovamente, ma i primi passi li volevamo fare da soli… erano i nostri “primi passi” insieme… volevamo goderceli! A Roncisvalle, fine tappa della prima giornata, eccolo di nuovo lì, davanti a noi, curioso di rubarci le prime emozioni… quelle più genuine… buongustaio! “Allora? com’è andata?” e noi “bene, benone, wow!” e poi ha fatto una battuta che ricorderemo sempre con piacere “bravi… ma guardatevi, come siete eleganti” – “eleganti!?!” – “si, siete eleganti dentro!”. Dalla seconda tappa non camminavamo più a vista, il suo passo per noi era proibitivo, ed è stata la nostra fortuna NON cercare di raggiungerlo, è l’errore più grande che si possa fare, ognuno deve procedere secondo le sue possibilità… è la prima regola da seguire per prevenire miliardi di problemi fisici che potreste scoprire durante il Cammino. Tanto eravamo in continuo contatto telefonico, ma (.. e anche qui il Cammino ti stupisce!) anche senza telefonini sai sempre tutto di tutti, lungo il Cammino le voci corrono, scorrono, è come un gigantesco telefono a filo (… come quelli che facevamo da bambini con i bicchieri di plastica!) che racconta di tutti, a tutti, grazie a tutti… beh, mi sono spiegato? si dai! L’ho provato anche sulla mia pelle, quando verso la fine mi è arrivata la voce “… c’è un fotografo lungo il Cammino e scatta ritratti ai pellegrini con i loro zaini”… ah ah ah… ma ero io!?! Anche Robert e Alessandro, gli Angeli del Cammino, erano costantemente monitorati dal serpentone pettegolo dei pellegrini…. e chissà quanti altri. Fantastico! Ma torniamo al nostro “Primo Pellegrino”, che l’ultima tappa si è sparato oltre 60km… si, avete letto bene: 60km in un solo giorno! Verso fine Cammino era rimasto indietro, frenato dal “cuore”, ma volendo condividere con noi l’arrivo a Santiago ha scalato due, anche tre marce, e quando ci siamo abbracciati in piazza il suo grazie mi ha riempito di gioia “sei stato te ha darmi l’energia di fare 60km, il tuo messaggio – raggiungici – mi ha dato una motivazione pazzesca”. Alessandro adesso è e resterà un amico per la vita… ne sono certo.. grazie Cammino!

Buen Camino!

IL CAMMINO E’…

(di Alessandro “Primo Pellegrino”)

La via la verità la Vita.
Amore, comunione, umiltà , sofferenza, dolore, riflessione, espiazione, azione, coraggio, la vittoria sulle paure e le ansie. Lungo il cammino tutti siamo uguali agli altri e tutti lo viviamo in maniera personale e diversa. 
Il cammino è consapevolezza…è il rendersi conto dell’essenzialità delle cose e della forza che c’è in noi…
Il cammino è silenzio, rabbia , gioia, allegria, preghiera.
Il cammino è il sole che ti scalda, le stelle che ti indicano la via, la pioggia che ti purifica, il vento che ti rinfresca ed accarezza il tuo viso ed asciuga le tue lacrime mentre vai passo dopo passo verso il raggiungimento degli obiettivi ,tra sali e scendi, così come nella vita. 
Il cammino è l’amore di Gesù e di tutti i fratelli che ti stanno attorno.
Il cammino è l’alba del mattino ed il tramonto alla sera, è il canto del gallo al mattino e quello degli uccellini lungo la via. È il profumo della terra , i colori del cielo. 
Di giorno segui la tua ombra ed il pomeriggio la tua ombra segue te.
Il cammino è conversione, salvezza, fede in noi stessi. 
Il cammino è ascoltare ed ascoltarsi…
Lungo tutto il percorso siamo soli in compagnia di noi stessi e di chi più ci ama e non negherà mai quell’amore che ha per tutti noi figli.
Il cammino è l’andare fuori casa e vivere la vita schiudendo la conchiglia e mostrando la perla che c’è in noi…
Il cammino è motivazione…, il cammino è il non mollare mai e crederci fino alla fine…
Il cammino non finisce mai…
Il cammino è spazio / tempo.
È il tempo che scorre e non torna più indietro… È il ricordo del passato ma sopratutto il vivere il presente…. È il perdere la via per poi ritrovarla…
Solo quando imparerai a camminare da solo potrai camminare con qualcun altro ed insieme gioire. 
Il cammino è la luce del signore che illumina la via ad ognuno di noi…Scopriamo questa luce che genera vita…
Il cammino è una continua sorpresa…
Il cammino è resurrezione. 
Buen Camino a tutti…

gli angeli del cammino

Lungo il Cammino i dolori spuntano come funghi, ma citando il buon Carmelo (pellegrino di Pamplona) “se non sono localizzati non rappresentano un problema"… si, è vero, però… al minimo errore vesciche, contratture e tendiniti bussano alla tua porta e sei fritto! Per fortuna (… o "provvidenza”, parola che nella vita quotidiana sembra essere estinta ma in Cammino gode di ottima salute!) ogni Cammino ha i suoi “Angeli”, e i nostri si chiamavano Robert (irlandese) e Alessandro (italiano), due “veterani” sempre pronti a curare le ferite altrui per poi svanire… ma quando un pellegrino era nuovamente in difficoltà eccoli arrivare alle sue spalle, così, dal nulla! Ex Marine, Robert era l’autentico gigante buono, con muscoli d’acciaio e mani fatate, a cui tutti (… pellegrine in particolare) si affidavano molto volentieri. Alessandro invece era uno di noi, si nascondeva tra i pellegrini per spuntare sempre al momento opportuno… poi però le troppe richieste di soccorso hanno “stroppiato” e giustamente si è dato alla macchia allungando il passo! Scherzi a parte, sul Cammino persone come loro aiutano a ridare fiducia al prossimo, a tornare a credere che non tutti vogliono “fregarti"… qualcuno potrebbe capitare sulla tua strada per aiutarti ma se si è troppo provenuti non si sarà in grado di riconoscerlo.

Buen Camino!

reflex sì reflex no

Prima di partire la decisione è stata combattutissima: reflex si o reflex no? E immagino quanti di voi si siano fatti la stessa domanda… ma quanti si sono dati la mia stessa risposta? Ho provato a immaginarmi senza reflex e non ci sono riuscito, la fotografia è parte di me, non è soltanto il mio lavoro, è la mia passione, la mia forma di espressione, dove mi sento libero di catturare con lo sguardo ciò che a me piace e scartare tutto il resto… un lusso che la vita non ti concede proponendoti continui comprimessi. E allora perché cedere, sarebbe stato un grossissimo sbaglio, la magia del Cammino di Santiago è in ogni suo angolo, sfumatura, ombra, raggio di luce anche se fievole… se siete fotografi non rinunciate alla vostra reflex, pesa ma vi peserà di più averla abbandonata a casa! Per catturare il mio Cammino ho comunque dovuto fare una scelta lasciando a casa le ammiraglie D4 e D810 (troppo pesanti) per affidarmi alla novellina D5300 (più leggera) con una sola ottica (Sigma 18-50 f.2.8). Per distribuire meglio il peso ho utilizzato una piccola borsa da tracolla copro/ottica agganciandola anteriormente allo zaino con un paio di moschettoni, pratica e pronta all’uso. E per le foto social ormai ci sono gli smartphone che vanno alla grande, gran parte degli scatti pubblicati “on the way” sono stati realizzati con il mio fedele iPhone 5s e processati con l’app di Instragram… il risultato è sotto i vostro occhi… buona Luce!
Buen Camino!