scritto da tommaso lungo il cammino

BACKPAKERS SI NASCE PELLEGRINI SI DIVENTA

Finalmente siamo partiti! Ancora non eravamo saliti sull’aereo per Lourdes che già avevamo annusato varie “specie” di pellegrini, dalla coppia guida-munita a quello last minute, poi c’era l’alpino con tanto di stendardo a seguito, la donzella dagli occhi dolci in solitaria, e lui: il veterano pluridecorato (ben 9 volte su Cammini diversi!) la cui esperienza gli si leggeva nello zainetto da scampagnata domenicale, pantaloncino corto con mutanda integrata, maglietta tecnica, e lo sguardo di chi la sa lunga… era lui l’uomo da seguire fin dal check-in! Scambiate giusto due parole la battuta felice che ha creato sintonia è stata: “non mi sento un pellegrino, sono più un backpackers”. Una volta atterrati l’innato spirito comunitario tra pellegrini ha dato subito i suoi frutti e contrattato il passaggio in taxi (35 euro a persona) arrivare a SJPDP è stato decisamente indolore, giusto due passi (uno per scendere dal taxi e l’altro per entrare nell’ostello) e avevamo già le gambe attorno a un tavolo…. ma poche calorie sulla coscienza, diciamo che ci siamo presi un anticipo! Non ce ne vogliano i compagni patrioti (… di volo e taxi) ma la scelta per passare la notte ci ha subito diviso, con noi: olandesi, canadesi, catalani, francesi, svedesi, e un solo italiano (… che poi sono diventati due quando eravamo già tutti in branda), insomma un allegro meltingpot pronto a socializzare sotto la guida dell’ospitalero di turno, che dal bicchierino di vino come aperitivo è passato al gioco della casa: un fantomatico passaggio di una pelota immaginaria lanciata con il solo sguardo per estrapolare al dirimpettaio nome, nazionalità e motivazione del Cammino (… così, a freddo! Ma in modo simpatico), una situazione alquanto strana, a mezza via tra un prezioso momento conviviale di quelli persi nella notte dei tempi e una seduta di analisi collettiva tra alcolisti anonimi… impossibile disertare! Questo è stato il primo impatto inusuale di un viaggio insolito. Poi tutti a cena: menù del pellegrino! Il bello di queste tavolate è che magicamente ognuno parla la sua lingua e vuole raccontarti la tua storia… e il bello è che non sai come ma li capisci, e all’improvviso il Mondo si fa più piccolo! Il dopocena è breve, alle 22:00 tutti a letto, la sveglia è fissata per le 6:00. Così mi adeguo e provo a prendere sonno, ma invece di contare le pecore inizio a contare le apnee del vicino (… nazionalità non pervenuta) che russava con educazione. Domani #iomincammino anche se ancora non mi sento “pellegrino”, devo metabolizzare cosa accadrà dopo quel primo passo verso Ovest… sicuramente una cosa ce l’ho già: il suo odore!

Buen Camino!

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