scritto da Daniela e Sam

IL MIO CAMMINO

Ho percorso  il Cammino prima per la via francese da Saint Jean Pied de Port a Santiago, passo dopo passo, dai boschi della Navarra fino alla rurale Galizia, passando per i vigneti della Rioja e le interminabili ed assolate mesetas di Castilla y Leon; e poi per la via inglese da A Coruña a Muxía, dalla sponda atlantica settentrionale, attraverso il cuore della Galizia, fino alle coste occidentali, passando per Finisterre, là dove si pensava finisse il mondo, e dove è iniziata la mia seconda vita.

Il Cammino mi ha fatto scoprire una forza che non pensavo di avere, che mi ha permesso di avanzare anche quando le ginocchia cedevano e le vesciche impedivano ogni passo. Lentamente, tra gioie e fatiche, tra i suoni della natura ed il rumore dei miei passi, mi ha immersa in multiformi paesaggi spagnoli di montagne e distese. Mi ha riempita dei profumi delle sue terre ed ha deliziato il mio palato con i suoi sapori. Mi ha regalato l’emozione di camminare sotto cieli stellati e di assistere alle meraviglie dell’alba, giorno dopo giorno. Mi ha guarita, perché ad ogni rinascita del sole, lentamente, rinascevo io.

Mi ha permesso di conoscere persone nuove, ognuna con la propria storia, tutte accomunate dallo stesso passaggio. Mi ha dato gioia e protezione scegliendo per me compagni di viaggio fantastici con cui ho condiviso fatiche, ma soprattutto gioie. Non sono mancati momenti felici, anche nei momenti più duri, tra cori improvvisati di pellegrini canterini e volteggi su altalene, trovate lungo la strada.

Mi ha fatto credere nella provvidenza, anche nelle situazioni più disperate, là dove le porte sembravano chiuse, c’era chi ne apriva una. Mi ha accolta nelle sue parrocchie facendomi riscoprire il dono  della solidarietà, della condivisione.  Mi ha emozionata in innumerevoli situazioni: nella chiesa di Grañon attraverso il canto improvvisato dell’Ave Maria di una pellegrina francese; sui monti di Leon mentre, affondando i piedi sui sassi lasciati dai pellegrini, toccavo con mano la Cruz de Hierro; a Sobreiro, mentre salivo e scendevo agilmente per il monte, in solitudine, non sentendo più alcun peso, pervasa da una sensazione di pace.

Mi ha confortata attraverso le parole di un prete argentino, dall’alto del Monte de Gozo, all’indomani della mia entrata in Santiago. Ha fatto in modo che raggiungessi la Cattedrale all’alba del mio decimo compleanno di mamma, il più bel regalo, per me e per mio figlio.

Il Cammino ha donato spensieratezza alla mia anima. Mi ha fatto tornare bambina, pur rimanendo madre, perché l’altalena non va solo spinta.  Vale la pena saltarci sopra e lasciarsi andare.

Buon Cammino!

UN GIORNO ANCH'IO di Sam (figlio di Daniela, 10 anni)

Avevo solo sei anni, quando mia mamma incominciò a parlare di Santiago;  io credevo che stava solo scherzando, ma, qualche anno dopo, mentre io ero in Irlanda, lei andò in Spagna per fare quel cammino impietoso. Ogni giorno di sera parlavamo al telefono e le chiedevo: quanti km aveva percorso, quanto le mancava per arrivare a Santiago, come stava e se aveva conosciuto nuovi pellegrini. Il giorno del mio compleanno il 22 agosto, mia mamma mi fece un regalo bellissimo: era arrivata a Santiago, la cosa brutta è che la cattedrale era in riparazione. Il 27 agosto eravamo finalmente tornati in Italia, e, chiesi a mia mamma se mi poteva regalare la Compostela che aveva ricevuto alla cattedrale di Santiago. Un giorno anch'io sarò lì, in Spagna, a Santiago, alla cattedrale.

Buen Camino!

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