scritto da Marco

IO NON CREDO AI MIRACOLI

Cammini da soli sei giorni ma le tue condizioni fisiche sono già precarie. Il percorso non è cosi dolce come te l'eri immaginato e il dolore alla gamba destra si fa sempre più forte.

Anni di ricerche su Google ti hanno permesso di auto-diagnosticarti una frattura della tibia, o forse del perone, o di entrambi. Nel mezzo di una salita particolarmente ripida ti raggiunge Fabio che, colpito dalla tua andatura claudicante, ti racconta di un pellegrino-fisioterapista col pizzetto che di sera si prende cura dei viandanti malconci. In un attimo Fabio è già lontano e tu pensi che avresti veramente bisogno di qualcuno che ti rimetta in sesto

.

Ma la tua è una frattura, giusto? E poi, tu non credi ai miracoli.

 

Viana è come un miraggio e la raggiungi solo perché una coppia di pellegrini austriaci ti trascina durante gli ultimi, interminabili… 500 metri. Ti accasci in uno spiazzo erboso e già pensi a come raggiungere la stazione più vicina per tornare a casa.

Sofia è ungherese, ma vive a Londra e quando ti vede sfiduciato e sofferente ti offre un antidolorifico, anche quello ungherese. L'effetto è potente ed immediato ed in poco tempo ti è abbastanza chiaro il concetto di doping… adesso quei 22 km che ti separano da Navarrete ti sembra di percorrerli con le gambe di un altro. Probabilmente con le gambe di Fabio.

La notte non porta consiglio, ma ti insegna che le racchette, così preziose per lenire lo sforzo durante le salite, possono essere un ottimo deterrente contro il russare furioso del tuo amico coreano.

 

L'indomani sei l'ultimo a lasciare l'albergue: da Navarrete a Najera sono solo 17 km, ma quando inizia a svanire l'effetto del doping ungherese, il dolore alla gamba ti fa giurare che saranno gli ultimi. L'albergue di Najera è un'unica, grande,camerata. Steso al posto che ti hanno assegnato stai parlando con Arianna:

"Credi che la disposizione dei letti rispetti le regole del Feng Shui?"

interviene scherzosamente Alessandro.

“I letti non lo so, la mia gamba gonfia e dolorante sicuramente no”

gli rispondi.

 

In un attimo Alessandro è di fronte a te, esamina la tua gamba malconcia, ti svela l'esistenza del muscolo tibiale anteriore, ti massaggia, ti fascia, ti rimette in piedi. E se Alessandro e il suo pizzetto sono gli stessi del racconto di Fabio, anche questo, ti dici, deve far parte delle sacre regole del Taoismo. Così, in pochi giorni il dolore svanisce, riprendi fiducia, ricominci a macinare chilometri.

 

E quando, 21 giorni dopo, ti presenti davanti alla Cattedrale di Santiago de Compostela, non puoi fare a meno di pensare a quella notte magica di Najera.

Ma tu non eri quello che non credeva ai miracoli?

Buon Cammino!

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