scritto da Alessandra

PARTI, ORA O MAI PIU!

Hola Peregrini!!! Eccomi qua, ho fatto un gran calderone di tutto quello che mi ero appuntata durante e dopo il Cammino e alle 3.00 di notte ho cucinato la mia riflessione! Quando ho scoperto l'esistenza del Cammino avevo appena 19 anni (2005), girava voce fosse una sfida estrema, un'esperienza al limite della follia, tanto che la cosa iniziò ad affascinarmi. Col passare del tempo mi resi conto che “sarebbe stato bello”, uno di quei viaggi che aggiungi alla lista “cose da fare nella vita”, sì, dai, quella lista che nessuno rispetta o segue, quella lista dove si scrivono cose come "scalare il monte Everest” o “abbracciare un coccodrillo affamato”! Poi nel 2008 un amico bussò alla mia porta per dirmi che doveva ritrovare se stesso e che sarebbe partito per il Cammino di Santiago… restai spaesata, lui? un mio amico?… e io che pensavo che le persone “normali” non potessero fare TUTTO il Cammino, per quelle avevo sempre sentito parlare della via più breve, ovvero gli ultimi 100km!?! Ma evidentemente mi sbagliavo, e così gli augurai “buona strada”. Lo rividi dopo un mese, espressione quasi inebetita e un sorriso che gli rimbalzava da orecchio all’altro, cercai di capire, vidi anche le foto, ma fu quel sorriso, quel non riuscire a spiegarmi l'esperienza vissuta che mise definitivamente fine ai miei dubbi, e fu così che il Cammino iniziò la sua scalata nella mia lista delle “cose da fare” raggiungendo in breve tempo la TOP10! Ma per smuovermi davvero serviva una spinta in più, che arrivò nell’Aprile del 2014, quando una concomitanza di eventi negativi riaccesero quel desiderio confinato a piccolo fuocherello (… che non dava noia a nessuno!) e lo trasformarono in incendio impossibile da domare. In meno di un anno la mia quotidianità era stata capovolta, niente era più al suo posto: una lunga storia d'Amore finita, una convivenza progettata per anni e mai realizzata, un carattere difficile da gestire (… il mio!), un contratto di lavoro scaduto e non rinnovato, un concorso andato male, e la scomparsa dell’unica nonna presente nella mia vita… senza averlo chiesto mi sono trovata in un universo parallelo, dove tutti i miei programmi erano saltati, non sapendo più cosa fare e dove andare. Dovevo ritrovare me stessa, ripartire da zero, e così ripensai al mio amico, al suo sorriso… e al Cammino di Santiago! Malgrado mille pensieri e problemi la risposta ormai era sempre la stessa: “quando ti ricapita un mese libero!?! Parti!!! Ora o mai più!”. Dopo averlo proposto a svariati compagni di viaggio, che ritenevo papabili, e aver ricevuto da tutti la stessa risposta: “bello, mi piacerebbe ma….“, ero pronta a partire da sola! Giorno dopo giorno controllavo i prezzi dei voli e cercavo informazioni sul cammino, ormai ero decisa, e quando la mia partenza in solitaria sembrava ormai certa sono incappata casualmente in una persona improbabile, con la quale avevo condiviso poco di me, se non il volontariato. Al pensiero di partire le si illuminarono gli occhi e senza pensarci due volte mi disse "vengo con te!”. Nel giro di due settimane prenotammo i voli, partenza 25 Luglio e ritorno 29 Agosto, a quel punto non si tornava più indietro. Parenti e amici iniziarono a trattarci come malate psichiatriche, in partenza per la guerra! Abito in un piccolo paese, dove tutti (o quasi) ti conoscono, e con grande sorpresa è stato buffo (e piacevole), vedere sconosciuti che ti facevano gli auguri, l’in bocca al lupo, che offrivano addirittura il loro aiuto (non saprei come) nel caso ce ne fosse stato bisogno. Questa è la mia storia, sono partita affidandomi alla provvidenza, senza nessun programma, con il solo pensiero di scalare i Pirenei per godermi il panorama. Dovevo mettermi alla prova, mettere in discussione quelle poche certezze rimaste, lo dovevo a me stessa! Come è andata?… ve lo racconto la prossima volta!

ESAME DI COSCIENZA

Allora, c’eravamo lasciati alla mia partenza, quando… no aspetta, non starò a descrivervi fatiche e paesaggi, quelle sono sensazioni che vanno provate sulla propria pelle, mi limiterò alle mie emozioni (… o per lo meno ci provo!). Partendo in compagnia ho avuto l'occasione di mettere alla prova il mio carattere, di mettere in discussione il mio modo di fare, le mie convinzioni e capire che (mannaggia!) “non si può avere sempre ragione”… era questo il tasto dolente su cui dovevo lavorare. Camminando da soli si ha la libertà di essere “egoisti”, pensare alle proprie esigenze, analizzare ogni singola sfaccettatura di noi stessi. Per questo il mio Cammino, pur essendo in compagnia, non si è privato di momenti di solitudine: al mattino partivamo insieme, poi ognuno seguiva il suo ritmo, dettato dal passo e dalle proprie necessità, fino a ritrovarci alla tappa di arrivo per raccontarci tutto… quello che avevamo visto, le emozioni provate e le persone conosciute, con le quali avevamo condiviso una parte di strada. Non nego che non ci siano state discussioni, anche pesanti! Dicono che il Cammino fatto in compagnia non abbia mezze misure, o DIVIDE o UNISCE, e per fortuna a noi è toccata la seconda opzione: siamo tornate a casa più unite di prima, consapevoli di un’amicizia testata e consolidata. Nel mio Cammino ho dovuto ascoltare e accettare i bisogni e le necessità degli altri, ho avuto il bisogno di capire che forse non sono ancora pronta per camminare a fianco di una persona, sia sul Cammino che nella vita. Ho scoperto la bellezza di essere soli, di piangere in silenzio, per la stanchezza, per un paesaggio, per le stelle, per un'alba o semplicemente per la voglia di farlo. Tornando a casa è strabiliante vedere quanto si è cambiati e quanto si reagisca in maniera diversa alle provocazioni o ai cambi di programma. Posso anche dire di aver ritrovato (a modo mio) la mia fede. Sarà stupido, ma essendo nato come Cammino di fede, ho colto l'occasione per riflettere, pregare, e in quegli stessi giorni per la prima volta ho sentito qualcuno accanto che mi sorreggeva, sotto il sole, nelle salite, nei momenti più duri. Fisicamente non sono mai stata male, nessun dolore da pellegrina (tendiniti, vesciche, insolazioni) e voglio pensare che qualcosa abbia voluto dire! (… lo so, mi aggrappo a poco, ma mai come adesso mi piace illudermi che ci sia qualcuno lassù). E’ bello pensare alle persone che si è conosciuto, ai legami forti che si sono creati nel giro di pochi giorni. E’ bello pensare a tutte le strane sensazioni provate che (forse, ma non lo spero) non proverò più. E’ bello avere un ricordo nel cuore capace di emozionarti ogni istante. E’ bello pensare di essere una PELLEGRINA, per sempre! Non so se mai ripartirò, per adesso mi piace pensare che non lo farò… sicuramente concluderò il Cammino da Santiago al Faro di Finisterre, ma sarà una parentesi, poi si vedrà!

Buen Camino!

 

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