scritto da Vincenzo

UNO #SMILE LUNGO IL  #CAMMINO

Prima di partire avevo organizzato tutto, avevo preso ogni tipo di informazione possibile ed immaginabile,era il mio primo viaggio da solo e per la mia predisposizione all'eccellenza volevo che tutto risultasse perfetto… 5 settimane da SJPDP-Muxia/Fisterre. Avevo percorso tutta la strada mentalmente e visivamente un milione di volte, guardando tutte le foto e video che incontravo nelle mie ricerche. Avevo addosso una carica esplosiva, un entusiasmo che mi sollevava un metro da terra, mi ero preparato anche fisicamente, avevo molti km sotto i piedi, ed un sorriso che oltre ad averlo stampato in faccia lo avevo su tutte le mie t-shirt comperate per l'occasione… Smile di vari tipi… il mio viaggio serviva a testare le mie capacità, fisiche e mentali, insomma un mettere alla prova  la mia leadership personale, per poi ripartire verso chissà dove.!!Ed è stato così come lo avevo programmato, con i miei tre obbiettivi principali raggiunti alla grande. Pronti via e si parte. Ricordo ancora la giornata “invernale” del 26 di luglio 2014 in quel di Malpensa, un solo pensiero avevo nella testa, ed era che oltre quelle nuvole e quella pioggia c'era il sole, e… il viaggio ha inizio, avevo una voglia matta di conoscere persone, parlare lingue diverse, camminare e vedere posti sempre nuovi. Avevo un energia che mi travolgeva, mi spingeva, volevo andare, andare, camminare, correre, volare… E l'ho fatto si l'ho fatto, mi vien da piangere solo al ricordo di tutte le meravigliose emozioni provate, indescrivibili, più camminavo, più persone conoscevo, più mi libravo in volo. I primi giorni si era formato un gruppocon ragazzi di varie parti del mondo e ci chiamavamo i PowerPeregrinos per quanta carica avevamo. Dopo Logrogno Ero di nuovo solo ancora più carico sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta…Da lì mio cammino cambia forma, è stato l'unico giorno che ho camminato completamente da solo perché al mio arrivo a Najera qualcosa stava per cambiare… Najera, è lì che ho avuto la conferma che non avevo bisogno di stare da solo ( quello avrei potuto farlo comunque) ed è lì che ho incontrato un gruppo di ragazzi conosciuto giorni prima (questa volta tutti italiani)… ed è proprio lì che inizia la magia. Decido di partire il giorno dopo con loro, decido di volare sempre più in alto. Allo stesso tempo avevano un passo che non era il mio, e non riuscivo a seguire o meglio non era quello che cercavo. Ero partito per essere me stesso e seguire la mia guida senza farmi trasportare troppo dagli altri… paesaggi, cieli e sentieri si aprivano davanti hai miei occhi ed una centratura, una sensazione di benessere e serenità travolgeva il mio essere, quel sorriso che portavo lungo il mio cammino e stampato sul mio petto diventava sempre più grande, non pensavo fosse possibile, eppure era così, e più camminavo più avevo voglia di farlo.Mi fermai ad Ages, un piccolo paesino pieno di magia, ci fermammo per uno spuntino. senza accorgermene erano passate due ore, si stava di un bene, buon cibo ed una pozza di acqua corrente piena di carpe koi, una pace, bisognava andare però, la strada da fare era ancora lunga, il luogo dove avevamo deciso di fermarci era dall'altra parte della collina. Così ci incamminammo. Le gambe volevano andare, e qualcosa mi diceva di rallentare, ero leggero come se lasciassi lungo la strada delle zavorre portate per troppo tempo sulle spalle… non capivo, ero partito che ero felice e sereno, e più passava il tempo più aumentava, rimanevo sempre più meravigliato. Dall'alto si vedeva Burgos in lontananza, quel giorno non ci saremmo arrivati, la “meta giornaliera” era un piccolo paesino dentro una valle e quella sera l'universo stava per mostrarmi la sua grandezza. Una giornata perfetta merita un finale da favola, e così fu… ero lungo il cammino delle stelle, e quella sera neanche una luce inquinava il mio cielo, un'immagine così la si può solo vedere, non si può descrivere, non esistono parole. Accanto a me una pellegrina un po’ acciaccata, dolorante per aver seguito un passo che nn era il suo , ad osservare la stessa magia. Senza rendermene conto, tutta quella luce, quella polvere di stelle stava compiendo l'incantesimo…

#AVRAHKADABRA

Quel sorriso che portavo sul mio volto, sul mio petto da quel momento in poi lo potevo anche guardare, perché era al mio fianco…E già, avevamo deciso di partire insieme e viste le sue condizioni fisiche decidemmo che la cosa migliore era rallentare, e quindi cominciare a seguire il suo passo ed io a seguirla, e più camminavamo e più ci rendevamo conto che nessuno seguiva nessuno, semplicemente camminavamo uno a fianco all'altro, “ognuno con la sua testa, e mano nella mano”. Da lì in poi il cammino è diventato una lunga passeggiata, dove l'importante non era arrivare alla meta (anche se ogni giorno ce n'è era una) ma godersi il viaggio ogni singolo istante. Santiago si avvicinava, e la sua meta era quella, io però avevo una settimana in più ed una meta più lontana, arrivare a Fisterre passando da Muxia… L'arrivo a Santiago x me fu davvero conflittuale, non provai nessun entusiasmo ( non era il mio traguardo ) al contrario tanta gioia per il rincontrare tutte le persone che avevo conosciuto lungo tutto il cammino da SJPDP fino a li. E poi c'era da raggiungere Fisterre, ed un saluto che sa di sale… Una settimana per fare una scelta, camminando sotto la pioggia galiziana dove i paesaggi, i suoni ed i profumi ricordano un po l'Irlanda . Quella era la mia meta, il cammino serviva a capire quanto fossi capace di gestire me stesso ed i miei rapporti personali con persone di altri Paesi… Sulle note di Thunderstuck degli Ac/Dc  saltavo da un pozzanghera all'altra con la compagnia di un'altro collega pellegrino… La vista dell'oceano è stata un emozione indescrivibile …Un solo pensiero mi è passato per la testa ed era “sono fiero di te Vince” un sorta di auto pacca sulla spalla … In fondo tutti quei km li avevo fatti io, insieme ad altri si , le gambe erano le mie però… Zero vesciche, zero dolori, zero medicinali e tanta consapevolezza delle proprie capacità fisiche e mentali (scoperte e riscoperte). L'arrivo a Fisterre è stato sotto la pioggia, in fondo così era cominciato tutto. Volevo però terminare il mio viaggio in altro modo, ed infatti ho aspettato il giorno dopo per fare quegli ultimi km che dal l'albergue portavano al faro.L'universo anche quel giorno stava proiettando una vera magia.Ed all'arrivo scrutando l'orizzonte guardando quel l'oceano che maestosamente si apriva davanti hai miei occhi tutto mi sembrava più chiaro, come se tutto avesse preso un senso … “I miei puntini li avevo uniti tutti, uno ad uno” … E la scelta è stata di una facilità incredibile, in fondo era tutto chiaro…Avevo bisogno di certezze per poi partire, ed ho trovato il suo sorriso per cui restare… !!!

Per tutti Voi

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

Marianne Williamson

http://www.apiediperilmondo.com/

Condividi:

leggi le storie di #serendipity

prosegui il Cammino

Torna al Catalogo

Condividiamo i Passi

raccontaci la tua Storia

Scrivici
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]